L'angelo a S. Marco
Pax tibi Marce
Evangelista meus...

Vangelo Gv 1,1
In principio era il Verbo,
il Verbo era presso Dio..
A Vicenza il Sindaco Variati vorrebbe dare un’area del cimitero ai musulmani per consentire loro di seppellire i morti secondo le loro usanze. In tutta Italia ci sono sindaci o amministratori che discutono di come, quando e dove costruire moschee per i musulmani. Tutti si fanno forti dell’ideale di apertura progressista, parlano di società multiculturale, non ammettono repliche e tacciano ogni voce discorde come xenofoba o razzista. Ma siamo sicuri che non si tratti invece di un vranco di ignoranti, nella migliore delle ipotesi? Cosa dice la Costituzione della repubblica Italiana in proposito, Costituzione di uno Stato laico (è bene ricordarlo proprio a codesti signori che spesso se ne riempirono la bocca, sempre a vanvera, in altre circostanze).
Quando era ancora un ministro della Repubblica, portò in omaggio il vessillo di San Marco al neo nominato presidente del tribunale di Treviso, Giovanni Schiavon, affinché sventolasse sul palazzo di giustizia. Ne venne fuori una specie di caso di Stato, con condimento di alte polemiche, ma alla fine persino il Csm – che, con straordinaria solerzia, aprì un procedimento disciplinare a carico del magistrato – se ne fece una ragione: quella esposta sulla facciata del tribunale era la bandiera della Regione Veneto, che perciò garriva al vento con piena legittimità. Ora che è governatore del Veneto, Luca Zaia vuole fare di quello stendardo l’emblema delle rivendicazioni autonomiste della Regione nei confronti dello Stato centrale. La Bandiera, con la B maiuscola. «Certo, mi rendo conto – mette le mani avanti Zaia – che in una fase come l’attuale ci sono problemi stringenti da affrontare e io non mi sottraggo. Ma quello dell’identità, anche se non verrà al primo posto, è un problema autentico».
Un busto di Gandhi e uno “speaker’s corner” saranno da sabato prossimo 17 luglio presenza fissa a Campo Marzo. I due simboli della democrazia e della non violenza verranno inaugurati alle 17, a partire dal busto bronzeo del Mahatma Gandhi (1869-1948). Donato alla città di Vicenza dal Consiglio indiano per le relazioni culturali (Iccr) lo scorso 2 ottobre per celebrare il 140° anniversario della nascita del noto uomo politico e guida spirituale, fondatore della nonviolenza e padre dell’indipendenza indiana, il busto è alto 80 centimetri e pesa 80 chili ed è stato finora conservato a Palazzo Chiericati.
“Dare la priorità ai lavoratori Veneti e Italiani non è inutile né discriminatorio, ma rispecchia la volontà di agire con buon senso in un momento di crisi che ci impone di fare delle scelte politiche precise”. Così il capogruppo della Lega Nord in Consiglio regionale, Federico Caner, replica alle dichiarazioni del segretario generale della camera del lavoro di Treviso, Paolino Barbiero, che ritiene inutile la proposta di creare liste di collocamento differenziate avanzata sul palco di Pontida dal presidente del Veneto Luca Zaia.
“Bona sera, ben rivà al consilio comunae. Femo l’apelo par i siori consilieri”. Il presidente del consiglio comunale di Montecchio, Claudio Meggiolaro, potrebbe aprire in questa maniera la prossima seduta, cioè in lingua veneta. Montecchio quindi è il primo Comune vicentino a poter usufruire di una discussione bilingue, dove i consiglieri potranno tranquillamente passare dall’italiano al veneto e viceversa senza esser invitati ad usare esclusivamente la lingua nazionale.
Ma l’adozione dell’idioma veneto è giunta dopo un’aspra battaglia fra richieste della minoranza di emendamamenti soppressivi, all’introduzione dell’articolo 50 (rigettato dalla maggioranza), proteste e botta e risposta. L’approvazione è giunta con i voti della maggioranza e Giuseppe Ceccato.
Si sono aperti questa mattina alle 7 (8 ora italiana) i seggi in Gran Bretagna per le elezioni legislative. Le urne rimarranno aperte fino alle 22 ora locale. Al voto sono chiamati oltre 45 milioni di elettori: per avere un’indicazione sui vincitori dagli scrutini, occorrerà probabilmente aspettare le prime ore del mattino.
Secondo le ultime rilevazioni i Conservatori si accingono a tornare al potere dopo 13 anni, al termine di una delle campagne elettorali più equilibrate e combattute del secondo dopoguerra. Secondo quanto indica un sondaggio realizzato dall’istituto demoscopico ICM pubblicato dal quotidiano britannico The Guardian, i Tories sono in testa sui Laburisti del premier uscente Gordon Brown di otto punti percentuali, ma ciò potrebbe non bastare per conquistare la maggioranza dei seggi.
In Grecia divampa la protesta e come sempre ci scappano i morti, in quella che è la solita guerra tra poveri. Battiato cantava “Quante stupide galline che si azzuffano per niente, … sul ponte sventola bandiera bianca!”
La depressione che coglieva Battiato è tipica di chi ormai si è stufato di spiegare alla gente che il problema ha una soluzione completamente diversa da quella che credono: “Che si ammazzino, mi arrendo!” si potrebbe tradurre il pensiero espresso in quella frase sconfortata. Ma prima di imitare Battiato e cedere allo sconforto, viene almeno da sottoporre al lettore una duplice riflessione.
Paura a New York: nel cuore della città dell’11 settembre, Times Square è stata evacuata questa notte (tra 1 e 2 maggio) per un veicolo sospetto che aveva a bordo un ordigno esplosivo. Tutto è cominciato alle 18:30 (00:30 in Italia), quando alla polizia e ai vigili del fuoco è arrivata la segnalazione che del fumo fuoriusciva da un’automobile parcheggiata sulla 45esima strada, poco lontano dal teatro dove va in scena Lion King. Sono arrivati gli artificieri e, all’interno di un pacco posto sul sedile posteriore. la polizia ha trovato benzina, tre bombole di propano e, secondo alcune indicazioni, polvere da sparo.
“Nell’edizione del quotidiano “Il Sole 24 Ore” di lunedì scorso sono stati pubblicati i dati riguardanti le spese sostenute dalle amministrazioni comunali per i costi della politica. Padova si è nettamente distinta tra tutte le città del Nord, con un piazzamento “a sorpresa” all’undicesimo posto dietro realtà come Napoli, Reggio Calabria, Cosenza, Bari, Catania, Messina, Brindisi. Più volte i consiglieri della Lega Nord avevano denunciato le spese decisamente troppo elevate per la gestione della macchina comunale, senza ottenere alcun riscontro concreto: ora i risultati sono sotto gli occhi di tutti”. Il Deputato della Lega Nord Massimo Bitonci propone un’attenta disamina dei dati pubblicati dal quotidiano economico, ponendo l’attenzione su cifre particolarmente significative: “I costi per la gestione di sindaco, giunta, consiglio comunale, circoscrizioni e quant’altro ammontano a 52 euro per abitante, contro gli 11 di Treviso, gli 8 di Milano, i 24 di Verona. Interessante classifica, con una eloquente dimostrazione delle capacità di governare una città come Padova da parte di Zanonato, in tempi così difficili e delicati per l’economia delle pubbliche amministrazioni da consigliare una ben diversa gestione delle risorse economiche, con una drastica riduzione delle spese inutili (tagli di nastri, inaugurazioni, pubblicità varie, costosi affitti di capannoni per compiacere alleati politici e molto altro), in un’ottica di risparmio volta a portare una boccata d’ossigeno ai padovani, arrivando anche ad allentare la pressione fiscale a loro carico. Il sindaco Zanonato, d’altronde, non può nemmeno lamentarsi, dal momento che Padova spicca anche quanto a proventi da entrate tributarie (imposte, tasse, diritti e tributi speciali) compresa la compartecipazione IRPEF e l’addizionale comunale pari allo 0,6% (diversamente da altri comuni che non l’hanno prevista), con ben 391 euro per abitante contro i 288 di Belluno ed i 291 di Verona, oltre che per le entrate extratributarie che piazzano Padova al 46mo posto con ben 249 euro/abitante.
Un malinteso sentimento di integrazione verso persone di culture, religioni e usanze diverse provenienti da altri continenti o regioni d’Italia, si trasforma per alcuni in uno strumento di autocensura nei diversi contesti sociali in cui normalmente manifestiamo gli aspetti della nostra identità collettiva. Si parli dell’esposizione dei crocefissi in luoghi pubblici, dell’allestimento dei tradizionali presepi natalizi o addirittura della preparazione di piatti della nostra cultura enogastronomica, si sentono qua e là voci di funzionari o semplici cittadini che chiedono di rinunciare alle nostre usanze per “paura di offendere” coloro che provengono da altri contesti. Una sorta di cupio dissolvi, di nichilistica rassegnazione di cui evidentemente è affetta una piccola minoranza della nostra gente che sta perdendo le ragioni stesse del vivere collettivo e comunitario senza ricevere nulla in cambio da quella società fluida impersonale, individualista, disperatamente disgregata, che in una parola chiamiamo “globalizzata”. Eppure la perdita di senso esiste solo per coloro che con ostinazione coltivano l’oblìo e la cancellazione della nostra memoria collettiva.