Buscar el poniente por el levante….

“Buscar el levante por el poniente”… Questa fu la frase che riassumeva l’impresa tentata da Cristoforo Colombo nel 1492: trovare l’Oriente passando per Occidente. La data del 12 Ottobre, Columbus Day negli USA che fanno memoria dell’arrivo delle tre caravelle nelle isole caraibiche del nuovo continente, fa riflettere ancora una volta. Come è noto, in quegli anni era da poco caduto l’Impero Romano d’Oriente in mano alla Jihad Islamica (1453) che ancora è sovrana sulle terre del Corno d’Oro e dell’Asia Minore, ribattezzate Turchia; in quegli anni la Chiesa conobbe la massima corruzione, che la portò a guerreggiare anche con Venezia (1508-09) e a subire lo scisma Luterano (1516); cominciò l’avventura coloniale europea verso l’Africa, l’Asia e l’America; con Copernico arrivò la rivoluzione scientifica che fu seguita un secolo dopo da Galileo e dalla “svolta antropologica” di Cartesio.
In pratica finiva un’epoca, quella che infelicemente – in mala fede, direi – viene chiamata Medioevo, e iniziava la cosiddetta Età Moderna che portò guerre di religione, schiavismo, assolutismo, caccia alle streghe, peste e fame, sfruttamento coloniale, secolarizzazione, e infine l’approdo alle rivoluzioni causate dal peso di tanta sofferenza e ingiustizia accumulate negli anni.
Dalle rivoluzioni e dalle conseguenti Guerre Napoleoniche scaturì l’ordine fissato dal Congresso di Vienna e l’introduzione alla cosiddetta Età Contemporanea, ancora sotto l’egida del pensiero filosofico individualista e razionalista, poi diventato relativista e nichilista.
Oggi si ha la sensazione che, dopo la fine del socialismo e la crisi profonda del capitalismo, l’intero impianto antropologico e filosofico, quindi anche sociopolitico ed economico sia giunto a una crisi senza ritorno, alla fine del suo percorso.
La filosofia, che si era definitivamente emancipata dal ruolo di “ancilla theologiae” con la svolta cartesiana, è passata dal nichilismo (da nihil = nulla) al decostruzionismo di Derrida, vero stadio terminale del pensiero umano che diviene impotente, sradicato, solipsista, per certi versi inutile e insignificante.
Se l’Occidente non trova più se stesso, se vive una crisi di identità che lo porta a rifugiarsi nel formalismo burocratico o in forme chiuse di pensiero come il laicismo, o piuttosto nella fuga verso il disimpegno, verso un indefinito ecologismo isterico e timoroso; oppure se l’Occidente cerca delle suggestioni fantasiose tipo New Age o affonda nel baratro del suicidio progressivo con l’uso crescente della droga, lo si deve a questa generale crisi di sistema.
“Che fare?”… Vien da sorridere, pensando a Lenin che scriveva un libro con questo titolo nel 1902, ponendosi un interrogativo sul “dopo-rivoluzione” al quale non seppe mai dare risposta…
La risposta che si propone ai lettori è di tornare da dove eravamo partiti, invertendo i termini: “Buscar el poniente por el levante”, cioè cercare nell’Est dell’Europa le radici spirituali che nell’Ovest si stanno rinsecchendo. L’oriente europeo ha patito l’inferno del comunismo e ha temprato e riforgiato la sua anima, i suoi valori, i suoi sentimenti in quelle fiamme di morte e di desolazione economica, ma soprattutto spirituale ed umana che sono la naturale concreta applicazione del pensiero di Marx, Lenin, Mao e Trotsky. Il recente Premio Nobel per la letteratura a una tedesco-rumena come Herta Muller è solo un invito a scoprire l’anima di quelle popolazioni di fratelli e sorelle, che per 80 anni ci sono state strappati e che oggi dobbiamo riabbracciare.
Verso di loro deve rivolgersi l’UE per la sua edificazione, non verso la Turchia o verso astoriche costruzioni politiche o geostrategiche mediterranee volute dagli USA; verso il patrimonio religioso, letterario, artistico, culturale, demografico e spirituale del “suo” Oriente l’Europa deve trovare il nuovo modo di essere perno dell’Occidente.
“Buscar el poniente por el levante” quindi. Potrebbe essere il motto di una nuova rinascita, il principio di una nuova era di consapevolezza, di forza nelle convinzioni e dunque di pace duratura.
(articolo di Davide Lovat)
scoperta america

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>