Risveglio nel terrore per Mosca. Due donne-kamikaze hanno causato altrettanti attentati nella rete metropolitana della capitale russa. Almeno 40 vittime e decine di feriti, ma il bilancio ancora non è chiaro. Ancora non c’è stata alcuna rivendicazione, ma la Procura ha aperto un’inchiesta per terrorismo e gli occhi sono puntati sulla matrice dell’indipendentismo islamico caucasico. Le esplosioni sono avvenute a pochissimi minuti l’una dall’altra, quando la città era nel pieno del traffico mattutino: la prima alle 07.56 ora locale, l’altra alle 08.38.
Teatro di entrambe due centralissime stazioni della metropolitana. Prima la stazione di Lubyanka, che si trova proprio sotto il quartier generale dei Servizi di Sicurezza Federale, la struttura nata dalle ceneri dei servizi segreti d’epoca sovietica, il Kgb. L’esplosione ha fatto saltare la seconda vettura del convoglio, appena entrata in stazione, e ci sono state vittime tanto nella vettura che sulla pensilina.
Almeno 23 vittime. Poi, l’esplosione a Park Kultury, che ha ucciso 14 persone. Secondo i media russi, una terza bomba sarebbe rimasta inesplosa. Un portavoce della commissione inquirente ha annunciato l’apertura formale di un’inchiesta per “terrorismo”, mentre una fonte dei servizi di segreti ha confermato la notizia data dal sindaco di Mosca, che hanno agito donne-kamikaze, che erano sui convogli.
Il direttore dei Servizi di sicurezza federale, Alexandr Bortnikov, ha informato il presidente Dmitry Medvedev dell’accaduto e delle misure adottate per aiutare i feriti. Il premier russo, Vladimir Putin, in viaggio in Siberia, è anche lui tenuto costantemente aggiornato. Le linee del metro teatro dei sanguinosi attentati sono state immediatamente chiuse. Il che ha creato non pochi problemi (la rete della capitale russa è tra le maggiori al mondo per volume di traffico, con oltre nove milioni di utenti giornalieri).
Negli ultimi dieci anni la capitale russa è stata spesso nel mirino del terrorismo islamico indipendentista, ispirato dal conflitto ceceno o dall’instabilità delle repubbliche del Caucaso contro il potere di Mosca, ma negli ultimi anni la situazione si era calmata. Ma quelli odierni sono i primi
attentati al metro di Mosca dal febbraio 2004, quando un estremista islamico proveniente dal Caucaso aveva causato quasi 40 morti.
La Farnesina, intanto, tramite la rappresentanza diplomatica italiana a Mosca, ha attivato tutti i canali con le autorità russe per poter escludere che connazionali possano esser rimasti coinvolti nei due attentati al metro della capitale. Lo riferiscono fonti al ministero degli Esteri. 