“Padova assomiglia sempre più ad un paese sottoposto a regime, dove risulta arduo se non impossibile esprimere un democratico dissenso sulla gestione politica della città, a causa dell’ostruzionismo violento messo in atto di volta in volta da centri sociali, no global, CGIL e tutti gli altri gruppuscoli sinistrorsi impegnati ad esercitare pesanti azioni di disturbo in occasione di qualsiasi convegno, manifestazione, riunione pubblica organizzata da chi la pensa diversamente da loro”. Così Massimo Bitonci, Deputato leghista commenta l’ennesima azione di forza tentata da cinquecento manifestanti immigrati intenzionati a raggiungere la Fornace Carotta nel quartiere Sacra Famiglia a Padova, dove aveva luogo il convegno sulla sicurezza promosso dalla Lega Nord: “Quando sono arrivato in prossimità di via Siracusa – racconta Bitonci – la zona era completamente militarizzata, con tutte le strade di accesso bloccate dalle camionette delle forze dell’ordine che controllavano una ad una sia le persone dirette al luogo del convegno, sia i passanti ed i residenti (chi può aver voglia di trascorrere la serata “sotto scorta”?) Veri e propri posti di blocco istituiti per neutralizzare le azioni di disturbo dei manifestanti, incitati col megafono a raggiungere la Fornace dal solito gruppo di facinorosi estremisti di sinistra”. Il piano della Polizia è scattato immediatamente: è stato infatti creato uno sbarramento all’altezza di Prato della Valle, impedendo al corteo di proseguire.
“Il convegno – spiega il Deputato – si è svolto regolarmente: erano presenti numerosi sindaci, i consiglieri comunali di Padova ed altri amministratori del Carroccio. Abbiamo fatto il punto sulla sicurezza e sui nuovi poteri attribuiti ai Sindaci in materia di controllo del sovraffollamento degli alloggi e dei requisiti igienico sanitari. Tutte azioni che il sindaco di Padova Zanonato evita accuratamente di mettere in atto, lasciando in tal modo campo libero ad immigrati clandestini, a spacciatori, a delinquenti che si sono letteralmente impadroniti di intere vie e quartieri (Manara, Cairoli, zona Stanga ecc.), mettendo a rischio la sicurezza dei padovani”.
Non è la prima volta che esponenti della Lega Nord vengono presi di mira a Padova: “Più volte abbiamo denunciato l’impossibilità di esprimere democraticamente il nostro pensiero – sottolinea Massimo Bitonci – In città il clima si fa sempre più rovente, e si intravede nello sfondo un disegno comune: sono infatti, a turno, sempre gli stessi gruppi che promuovono violente azioni di disturbo, impedendo di fatto la libertà di espressione. Qualsiasi attività volta a mettere in discussione l’operato di Zanonato richiede la protezione di Polizia e Carabinieri, oltretutto con grave dispendio delle già scarne risorse economiche delle forze dell’ordine. Ai cinquecento immigrati che ieri hanno manifestato a Padova, tra i quali ci potrebbe essere un’alta percentuale di irregolari considerati i “numeri” della Città del Santo – che raggiunge la percentuale del 15% sul totale della popolazione residente – consiglio di andare a lavorare, se vogliono davvero meritare l’assistenza sanitaria gratuita che in Italia viene fornita a tutti (è qui l’America, altro che la riforma di Obama che a breve sarà cassata!), i servizi pubblici e tutte le altre agevolazioni che sicuramente non troverebbero in altri paesi, in testa in quelli guidati da governi di sinistra. Al centinaio di giovani e meno giovani, per lo più studenti a vita, del centro sociale Pedro (gli stessi che sono intervenuti a Cittadella in occasione dell’esecuzione di sfratto ad un cittadino straniero in possesso di reddito mensile di 1.400 euro, superiore a quello di un appuntato dei Carabinieri, che tuttavia pretendeva di ottenere un alloggio popolare) che ieri sera si sono uniti ai manifestanti incitandoli a compiere azioni violente, dico che questa tattica violenta e tutt’altro che pacifista è un segno di grande intolleranza e mancanza di rispetto verso chi non la pensa come loro, e a Padova sono la maggioranza”
On. Massimo Bitonci