Il Premier Silvio Berlusconi si ripresenta in gran forma dopo la seduta del Consiglio dei Ministri e spiega alla stampa quanto discusso.
Innanzitutto chiarisce l’impossibilità di ridurre le tasse in un periodo in cui la crisi economica mondiale ha ridotto notevolmente il reddito imponibile e di conseguenza il gettito fiscale; lo Stato non riuscirebbe a garantire gli standards attuali si spesa se riducesse l’imposizione. Comunque il Governo si impegnerà a semplificare il sistema impositivo, riducendo il numero delle aliquote fiscali progressive. Certo non sarebbe male sentir parlare chiaramente anche di taglio degli sprechi, dato che la congiuntura economica sembrerebbe fatta apposta per giustificare anche dei generosi e salutari colpi di forbice.
Poi si concentra sulla riforma della giustizia: «Nella riforma che stiamo esaminando – afferma -riproporremo l’inappellabilità delle sentenze di assoluzione di primo grado». E poi: «Quando si parla di processo breve c’è una calunnia e una menzogna di fondo. Con le modifiche che faremo, il processo in Italia resta comunque lungo, tra i più lunghi d’Europa, ma almeno ci saranno tempi certi».«In Italia – aggiunge – i tempi del processo sono i più lunghi previsti in Europa, quindi non si può definire processo breve quello che facciamo. Il processo resta lungo, ma almeno con tempi definiti»
Infine muove una critica a quelle trasmissioni in TV dove la politica viene proprosta come una continua rissa da pollaio, cosa che contribuisce a distorcere l’immagine della classe politica e incrina sempre più la fiducia dei cittadini nelle istituzioni; concludendo, denuncia il clima da aggressione continua al quale egli è sottoposto da molto tempo ad opera della stampa, ma anche da parte della magistratura che annovera tra le sue fila “certi magistrati peggiori di Tartaglia”. Salutando i giornalisti ha aggiunto “Non prevalebunt”!
Ora, se Berlusconi si limitasse a dire quello che pensa sarebbe ampiamente sufficiente per alimentare il dibattito politico e la polemica in esso connaturata; ma il premier non riesce proprio a togliersi il vezzo di citare le Sacre Scritture riferendole a se stesso. “Non prevalebunt” lo disse Gesù Cristo consacrando Pietro a capo della Chiesa mentre la fondava: le fiamme dell’inferno “non prevarranno” su di essa. E’ proprio necessario continuare a scrivere le battute di Benigni, continuando ad alimentare questo clima da macchietta teatrale? Evidentemente sì, se lo fa. Avrà i sondaggi dalla sua parte.
E intanto la democrazia italiana declina sempre più verso una sua sottoforma: la sondaggiocrazia teleguidata. Se dopo questa crisi economica il Paese non saprà voltare pagina, ne vedremo delle brutte!