Se non fosse vero, ci sarebbe da morir dal ridere per quello che sembra invece un prodigioso sketch comico, da avanspettacolo.
“Scende in campo al mio fianco per difendere la libertà”. Basta questo manifesto, secondo il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, per far capire la nuova iniziativa ideata dal Premier insieme a Michela Vittoria Brambilla: la creazione di una corrente interna al PdL, perché di questo alla fine si tratta, chiamata “Promotori della libertà”.
La proposta è semplice: “un esercito contro il male”. Il presidente del Consiglio ha invitato “tutti gli italiani che non si riconoscono nella sinistra” a scendere in campo, a formare “l’esercito del bene contro l’esercito del male e dell’odio”, un nuovo “movimento che nasca dal basso” e difenda la libertà. “A voi lancio un appello e una proposta”, ha premesso il Cavaliere: “L’appello è quello di impegnarvi personalmente e scendere tutti in campo e se avete già preso la tessera, di impegnarvi ad andare oltre”. “La proposta – ha proseguito Berlusconi – è quella di creare dei paladini della libertà, un esercito del bene contro l’esercito del male; di chi ama contro chi odia; una forza popolare, un vero e proprio esercito di difensori e di promotori della libertà, composto da uomini, donne, giovani, da italiani che si schierano e si impegnano per difendere e promuovere, proprio come dei paladini, la libertà”. Tra gli impegni di questo “esercito”, ha spiegato il leader del Pdl, quello “innanzitutto di sostenere l’azione del nostro governo”, spiegando ad amici e conoscenti quello che è stato fatto finora.
Dalle parole emerge la sensazione che Berlusconi, ormai, dopo 17 anni, sia bollito. Le frasi, sempre quelle, sono ritrite e non incantano più; i seguaci sono ormai degli adepti di una setta, non si vede più un contenuto, un disegno, una proposta concreta. Solo l’obbligo, per i “promotori della libertà”, di impegnarsi a essere fedeli a Silvio Berlusconi, impegno dichiarato esplicitamente nello statuto del movimento. Uno dichiara, quindi, di essere promotore della libertà accettando di avere un unico capo e di essergli fedele, come i cavalieri medievali quando facevano l’atto di vassallaggio verso il sovrano mettendo le loro mani giunte nelle sue.
L’idiosincrasia di Berlusconi con tutto ciò che è democrazia è nota da tempo, lui è un capo d’azienda e un decisionista che ama le decisioni all’unanimità dopo che lui le ha prese per tutti e ne ha proposto l’approvazione al Consiglio d’Amministrazione; ma ultimamente il fastidio che gli provoca la convivenza con Fini nel PdL lo sta facendo sbottare. Quello che accadrà dopo le regionali di Marzo è tutto da verificare: non sembra possibile che Berlusconi accetti di sottoporsi al dibattito interno di un partito vero, come vuole che sia il PdL la componente proveniente da AN. Perciò Berlusconi ha già attivato la sua milizia personale, i fedelissimi della “sciùra Brambila”, per prepararsi al dopo ed eventualmente ricominciare la guerra del Bene contro il Male, lui che è “unto dal Signore” e che giura sulla testa dei suoi figli “in nome dell’Italia che lavora contro l’Italia che chiacchiera”.
Solo che il repertorio è stantìo, le battute vecchie, pure lui è vecchio e tra dentiera, prostata, trapianto di capelli e lifting rappresenta ormai la maschera patetica di uno yuppismo degli anni Ottanta nella “Milano da bere” che ha connotato un’epoca della storia italiana, ma ormai è archeologia sociale. Politicamente parlando, Berlusconi è entrato in agonia e non ha più molto tempo davanti. Non seriamente almeno, non in modo che possa essere più di alcuna utilità al Paese.








Meno male che anche la Lega si rende conto che é meglio staccarsi da Berlusconi politico ormai bollito.
Perché qualcuno non glielo dice a Bossi? E non gli dice anche che si vergogni a candidare suo figlio nelle elezioni regionali. Qualcuno gli deve dire che ormai la gente non é disposta a tollerare niente . G. Zorzanello.
Eh sì, dirìa che l’omo sta fenedo le cartuce.
Concordo con la pochezza della nuova trovata, i “promotori della libertà”.
Una piccola riflessione. L’idealismo dei populisti multilevel è veramente deprimente: un idealismo senza idee.