Due immigrati sono stati feriti da colpi di arma da fuoco alle gambe questa sera a Rosarno. Lo
riferiscono fonti investigative.
Ieri 32 persone erano state ferite, 8 persone arrestate durante la rivolta di un cospicuo gruppi di immigrati extracomunitari. I dati sono stati forniti nel pomeriggio dal prefetto di Reggio Calabria, Luigi Varratta, che ha presieduto nel pomeriggio, nella sede del Comune della città calabrese, il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. In particolare sette sono gli arrestati extracomunitari accusati di devastazione, danneggiamento, resistenza a pubblico ufficiale. Fra i 32 feriti, 14 appartengono alla comunità degli immigrati e 18 alle forze dell’ordine. Tra gli arrestati anche un cittadino rosarnese, Giuseppe Bono, di 38 anni, il quale, secondo quanto riferito, avrebbe tentato di travolgere con una pala meccanica gli immigrati in rivolta.
Fermato e denunciato anche l’uomo che ha sparato in aria, questa mattina, durante un tentativo di
irruzione nella sua abitazione, da parte di alcuni immigrati. Il prefetto Varratta ha anche reso noto che saranno incrementati gli uomini delle forze dell’ordine preposti all’ordine pubblico nella città di Rosarno, annunciando l’arrivo di 100 unità.
Stamane intanto alcune centinaia di immigrati hanno sfilato per la statale 18 e si sono concentrati arrivando a duemila circa davanti al Municipio, tenuti sotto controllo dalle forze dell’ordine.
Gli immigrati si sono abbandonati ad atti di vandalismo danneggiando vetrine e rovesciando cassonetti dell’immondizia e suscitando la protesta degli abitanti. Un cittadino rosarnese ha sparato in aria per disperdere un assembramento che si era formato davanti all’abitazione dove c’erano anche la moglie e i figli. Aggredite alcune troupe televisive, giunte a Rosarno per documentare la situazione.
Al termine della protesta davanti alla sede del Comune gli immigrati hanno fatto rientro nei centri di ricovero e proprio in questa circostanza alcuni abitanti di Rosarno si sono scontrati con le forze di polizia. “Abbiamo bisogno di protezione – ha detto Sidiki, un immigrato africano di 25 anni – perché contro di noi ci sono continue violenze che sono frutto di razzismo”.
In una dichiarazione il commissario prefettizio di Rosarno, Bagnato ha invitato gli immigrati alla calma assicurando loro protezione”. Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, a Reggio Calabria per incontrare i vertici delle Procure dopo l’attentato dinamitardo di ieri ha detto che il ministro Maroni “non perde occasione per lo scaricabarile sull’immigrazione clandestina”. Per il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, “a pagare non può essere la popolazione incolpevole”. Secondo Loiero, “e’ lo stato che si fa carico dei richiedenti asilo, di quelli che entrano in forma clandestina in Italia. Lo Stato non si è fatto carico della Calabria. Si era stabilito con il ministero degli Interni che avrebbero mandato dei fondi per questo problema di Rosarno di cui poi non si fece nulla”.
Maroni: “tollerata a lungo situazione insostenibile”. La rivolta degli extracomunitari a Rosarno (Reggio Calabria) è “una situazione difficile, così come in altre realtà”, determinata dal fatto che “in tutti questi anni è stata tollerata, senza fare nulla di efficace, una immigrazione clandestina che da un lato ha alimentato la criminalità e dall’altro ha generato situazioni di forte degrado come quella di Rosarno”. Lo ha detto il ministro dell’interno, Roberto Maroni, nel corso della trasmissione Mattino 5.
“A Rosarno – ha spiegato Maroni – stiamo intervenendo con i mezzi e i tempi necessari. Inoltre, abbiamo per ora posto fine agli sbarchi di clandestini a Lampedusa e a poco a poco riporteremo alla normalità le situazioni”.
