Una delle cose veramente fastidiose del periodo natalizio è Babbo Natale! Da bambino lo sopportavo e nemmeno mi dispiaceva, sembrava solo una specie di pagliaccione vestito di rosso e tutto sommato innocuo, un personaggio di una fiaba come potevano essere Pinocchio o Il Gatto con gli stivali, Biancaneve o Peter Pan.
Mia madre mi ha sempre spiegato che si trattava di un personaggio di fantasia e che non si doveva confonderlo con un mago e nemmeno con qualcosa di vero, insegnandomi ad apprezzare la fantasia come un gioco ma facendomi respirare, con l’esempio del suo amore, come la verità del Natale fosse l’Amore di Gesù Cristo che nel Natale viene ricordato alla nascita, quando fu bambino quale ero io.
Col passare degli anni, tuttavia, il pagliaccione rosso (colore politico?) ha assunto un ruolo diverso. Uscito dall’età dei sogni e delle favole ho percepito quella figura, stravolgimento della tradizione popolare di S.Nicola, come una volgare impostura e un modo per squalificare il senso del Natale. Oggi non ho più dubbi: Babbo Natale è un mostro prodotto da menti perfide che hanno ideato il modo più subdolo per stuprare lo spirito innocente dei bambini. Mi spiego.
Insegnare a un bimbetto che il Natale è la festa dove si fanno i regali e che questi regali li porta una specie di mago che vive al Polo Nord e viaggia su una slitta trainata da renne volanti è una fiaba vuota, ma ancora solo una fiaba. Insegnare a un bimbetto che verso questa figura “magica” ci si deve rivolgere con atteggiamento richiedente e speranzoso, scrivendo una letterina con i propri desideri di qualche bene materiale, comincia a diventare una carognata. La carognata si completa quando il piccolo, crescendo, scopre che Babbo Natale non esiste e che i regali li compravano con i soldi i genitori. Fine della fiducia in qualcosa di superiore, fine della disponibilità a stupirsi davanti a qualcosa di ignoto, abitudine diseducata a una preghiera per scopi solo materiali e finalizzata all’ottenimento di una soddisfazione come nelle divinazioni pagane, prevalenza del senso materiale e svuotamento di senso del Natale.
I bambini che vengono educati a credere in Babbo Natale sono bambini violentati. A loro viene tolto il senso dell’amore, dell’intimità del cuore, del dono, della preghiera e della trascendenza. Sono destinati al dubbio, all’incredulità, probabilmente anche all’infelicità.
Viceversa, se non altro per amore della verità storica, il Natale va insegnato come Natività di Gesù, un uomo che ha introdotto nell’umanità i concetti di Carità e di Persona e che solo per questo va ricordato da tutti con gratitudine. Ai bimbi non servono parole complicate, poiché hanno ancora la purezza che consente di capire le cose senza bisogno del ragionamento, perciò anche chi non fosse interessato a impartire un’educazione religiosa, ma mirasse alla felicità dei propri figli, dovrebbe evitare fortemente di proporre un’educazione destinata a sfociare nel materialismo, anche etico, nella delusione e nella consapevolezza che perfino i genitori possono mentire per anni su cose riguardanti i sentimenti e le speranze.
Chi invece volesse impartire ai figli un’educazione cristiana deve insegnare che la preghiera è innanzitutto lode a Dio, poi ringraziamento per il fatto stesso di vivere e di capire, e solo alla fine richiesta ma in cambio della bontà, cioè di una condotta retta. Deve insegnare qualcosa di cui non doversi vergognare perché non si rischia lo sbugiardamento, qualcosa che è vero a 3 anni come a 30 o a 90, perché la verità genera rispetto e richiede sincerità in cambio. Deve motivare ogni gesto d’amore con l’Amore di Gesù, venuto al mondo ignudo e piccolo con una mangiatoia per bestie come culla. Deve seguire da vicino la crescita psichica e psicologica dei figli, secondo dopo secondo, dando l’esempio per ispirare l’imitazione, collegando anno dopo anno il senso del Natale con quello della Pasqua, senza timore che i figli non capiscano perché il messaggio di Cristo è accessibile in modo sempre nuovo a tutte le età e per tutti i livelli di istruzione.
In tutto questo Babbo Natale non c’entra, perciò è convenientissimo che ai bambini cristiani venga detta subito la verità. Se fino a qualche tempo addietro mi sembrava solo un pagliaccione, oppure la maschera con cui qualche buontempone si regala uno scorcio anticipato di Carnevale in pieno dicembre, oggi sono costretto a riconoscere che è il prodotto di un disegno infingardo finalizzato all’usurpazione del Natale nel cuore dei bambini.
Il colpo definitivo me lo hanno dato quei lestofanti appesi sui balconi delle case, col sacco in spalla: tanti Babbo Natale che sembrano svaligiatori intenti a rubare il Natale dalle case dei bambini. Non c’è niente di buono in quel volgare, lurido vecchiaccio.
“…et ne nos inducas in tentationem, sed libera nos a Malo”. Liberaci dal Maligno, Padre Nostro.
(Davide Lovat)