Al Qaeda tenta strage sul volo per Detroit

Uno studente nigeriano ha tentato di far esplodere in volo l’aeroplano su cui viaggiava da Amsterdam a Detroit. L’attentato è fallito perché l’ordigno esploso non era sufficientemente potente da aprire la carlinga ed ha causato solo il ferimento di due passeggeri, oltre all’attentatore che al momento dell’arresto si è dichiarato appartenente alla rete terroristica di Al Qaeda.

Niente di strano, se ben ci si pensa. In fin dei conti non c’è nessun motivo per credere che l’ondata di attentati di matrice islamica sia in attenuazione. Come diceva Bush jr. in un momento di lucidità: “It’s not a question about if, but about when” cioè non dobbiamo chiederci “se” ci saranno ancora attentati, ma “quando” ci saranno.

In questo caso la tragedia e le centinaia di vittime innocenti sono solo state sfiorate, ma non ci si può illudere: si deve tenere la guardia alzata e pregare. Purtroppo la democrazia non ha altri strumenti per evitare il peggio.

O meglio: una certa democrazia non ce li ha. In realtà la Svizzera ha dimostrato all’intero mondo che, volendo, gli strumenti per imporsi ci sarebbero ma serve il coraggio di dare al popolo la possibilità di esprimersi in modo consapevole e informato. Assumere comportamenti e votare leggi capaci di stroncare il terrorismo islamico ed il proselitismo politico religioso dei musulmani non sarebbe impossibile.

Ma servirebbe quel coraggio che nella maggior parte dello spaventato e vigliacco Occidente non esiste.aereo

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