A Vicenza la Messa in latino secondo il “Motu Proprio” del Papa

Nel 2007 il papa Benedetto XVI, accogliendo le richieste che da lungo tempo venivano rivolte al Magistero Romano affinché fosse consentito l’uso della celebrazione della S. messa secondo il Messale riordinato nel 1962 dall’allora pontefice Giovanni XXIII, oggi Beato della Chiesa Cattolica, inviò a tutte le diocesi una lettera apostolica contenente un Motu proprio summorum pontificum sull’uso della liturgia romana anteriore alla riforma del 1970. Il papa proclamò il rito secondo il Messale Romano del 1962 come l’unico cui fare riferimento. Questo messale era stato approntato dal papa Pio V durante il suo pontificato e emanato nel 1570, sette anni dopo la fine del Concilio di Trento. Il rito, detto tridentino, perché raccoglieva le istanze emerse per la liturgia esaminate nel Concilio, non è un rito ex novo ma raccoglie in sé secoli di tradizioni liturgiche risalenti agli Apostoli stessi, riordinate e ricomposte nel VI secolo da San Gregorio Magno (da qui tale Liturgia è detta anche Gregoriana) per offrire alla Chiesa universale un rito uniforme e sprovvisto di confusione od elementi che potessero dare occasione a dubbi. Nel corso tempo fu riformato in qualche parte da Clemente VIII, da Urbano, da Pio IX, da Pio X, da Pio XI, da Pio XII ed infine da Giovanni XXIII, secondo la potestà che è propria di ciascun pontefice, secondo quanto stabilisce anche il Codice di Diritto canonico.

Il rito è stato definito da papa Benedetto XVI come “straordinario” rispetto alla S. Messa nella forma ordinaria, che segue la riforma di Paolo VI del 1970. La possibilità della celebrazione nella diocesi di Vicenza era stata chiesta da numerosi fedeli fin dal 2004. I Vicentini che avevano operato per la raccolta delle firme, sempre avevano sottolineato che si dovevano seguire le indicazioni del vescovo, il primo liturgo della diocesi. Così è stato fatto, anche quando, sempre nel 2004, il vescovo aveva negato la possibilità della celebrazione. Ciò era dispiaciuto, ma si riteneva di dover insistere, come anche di obbedire al vescovo. Dopo l’emanazione del Motu proprio, fu fatta un’ulteriore richiesta per la celebrazione secondo il rito straordinario in una Chiesa della val d’Alpone, in provincia di Verona ma nella diocesi di Vicenza, il vescovo ha invece stabilito che la celebrazione avvenisse a Vicenza nella splendida Chiesa di san Rocco. Dapprima le celebrazioni furono ogni quindici giorni a cura di mons. Giandomenico Tamiozzo e dal settembre 2009, ogni domenica alle ore 11,15. La celebrazione della S. messa è preceduta, alle ore 11, da una catechesi sempre condotta da mons. Tamiozzo.

La forma straordinaria, ovvero la ripresa del rito secondo il Messale Romano del 1962, esprime quel grande valore del sacrificio eucaristico, che è il momento centrale e fondamentale per la vita del cristiano. Lo stesso salire all’altare, che è il Calvario, aiuta a comprendere il senso della redenzione e della vita di ogni cristiano.

Il papa Benedetto XVI, liberalizzando la forma della celebrazione eucaristica, ha dato precise raccomandazioni e queste devono essere seguite, perché la forma straordinaria non sostituisce la riforma di Paolo VI, ma la affianca.

Il rito antico utilizza soprattutto il canto gregoriano e nei suoi momenti, in particolare quelli di silenzio, aiuta ciascun fedele a riflettere proprio sulla redenzione che Gesù Cristo ha portato come dono agli uomini.

Accanto alle celebrazioni nella chiesa di San Rocco a Vicenza, ogni mercoledì pomeriggio vi è una celebrazione nella forma straordinaria anche ad Ancignano (VI). Per ulteriori informazioni chiedere a don Pierangelo Rigon, che cura la rubrica del Vangelo domenicale su questo stesso giornale on line.

Infine una precisazione che è molto importante. Le cose di Dio sono talmente importanti che su di esse non si fanno polemiche o ci si schiera da una parte o dall’altra, ma si segue quanto il magistero romano (Benedetto XVI) e quello locale (l’arcivescovo mons. Cesare Nosiglia) indicano per il bene della diocesi, perché essa sia soprattutto unita nella preghiera e nel sacrificio eucaristico.

Vi aspettiamo a San Rocco alla domenica ore 11,15.

Italo Francesco Baldomessa tridentina

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