Giustizia, problema irrisolvibile »

Giustizia, problema irrisolvibile

Suscita imbarazzo vedere come Parlamento e Magistratura continuino ad accapigliarsi cercando di invadere la rispettiva sfera di competenza. L’Italia da 20 anni vive una sorta di paralisi istituzionale a causa di questo conflitto dapprima sopito e nascosto, poi esploso quando l’azione politica della Magistratura è stata apertamente smascherata, consentendo di rileggere con occhi nuovi anche tutta la vergognosa pagina di Tangentopoli.

A voler essere imparziali, non c’è alcun motivo per fare il tifo. Chi rispetta i fondamenti della democrazia vorrebbe solo una cosa: che il Parlamento facesse le leggi, che il Governo provvedesse a renderle efficaci e che la Magistratura giudicasse sulla corretta applicazione e sulle violazioni. Si chiama “ripartizione dei tre poteri” e fin dai tempi della pubblicazione de “L’ésprit des lois” di Charles Louis de Montesquieu costituisce uno dei cardini della nostra civiltà.

Papa a Sacra Rota: carità senza giustizia è falsa »

Papa a Sacra Rota: carità senza giustizia è falsa

“Non solo la giustizia non è estranea alla carità, non solo non è una via alternativa o parallela alla carità: la giustizia è ‘inseparabile dalla carità’, intrinseca ad essa”: lo ha detto oggi il Papa nel discorso rivolto ai componenti del Tribunale della Rota Romana, ricevuti in udienza in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario.

Iran: Onda Verde non cede alla repressione »

Iran: Onda Verde non cede alla repressione

QOM (Iran) – Una folla di persone nella città santa (per l’islam sciita) di Qom, in Iran, si è riunita ieri sera per commemorare il quarantesimo giorno della morte dell’ayatollah Hossein Ali Montazeri. I manifestanti hanno sfilato per via Saheli al grido di “Morte al dittatore, morte a Khamenei, Dio benedica Montazeri”, lo slogan che da mesi si sente anche per le strade di Teheran dove vanno avanti le proteste dell’Onda Verde contro il regime. Non ci sono notizie di scontri anche perché la repressione stavolta è stata preventiva.

Il Sud non permetterà la riforma federalista »

Il Sud non permetterà la riforma federalista

Ricolfi: “Attenti, il Gattopardo si farà un boccone del federalismo”
E poi: “Il Sud non ha interesse a cambiare, lo stato di cose gli permette di vivere al di sopra dei suoi mezzi”

Eurostat: disoccupazione in crescita »

Eurostat: disoccupazione in crescita

Sale il tasso di disoccupazione in Europa: nella zona dell’euro, in dicembre, ha raggiunto il 10% contro il 9,9% di novembre e l’8,2% del dicembre 2008. Come rileva Eurostat, che ha diffuso le cifre, si tratta del dato peggiore dall’agosto 1998. Anche nell’Unione europea a 27 membri i disoccupati sono aumentati e il tasso è arrivato al 9,6% (9,5% in novembre, 7,6% un anno fa). Quanto all’ Italia, i disoccupati sono l’8,5%, in crescita rispetto a novembre (8,3%) e soprattutto rispetto al dicembre 2008 (7%).

Vertice economico a Davos senza Cina e USA »

Vertice economico a Davos senza Cina e USA

Finanza e politica insieme per ritrovare qualcosa di molto più importante del tempo proustiano: la fiducia reciproca. Imprenditori, banchieri, analisti e trenta capi di Stato si riuniscono a Davos, in occasione della quarantesima edizione del World Economic Forum, per un confronto ad ampio raggio sui temi più scottanti dell’attuale panorama economico internazionale. L’agenda è ambiziosa e complessa: dall’attuazione delle “exit strategy” ai bonus dei manager, dalle regole comuni per la finanza alle possibili derive populistiche di certe scelte politiche. Si tratta insomma di capire, a più di un anno dal crollo di Lehman Brothers, il vero simbolo della grande crisi e della fine di un certo modo d’intendere la finanza e il mercato, che cosa si possa fare per ricostruire il sistema su nuove fondamenta.
A fare notizia non sono, paradossalmente, le presenze. Pochi se ne sono accorti, ma due nomi eccellenti mancheranno ai lavori: Pechino e Washington. In effetti, stando almeno al programma del vertice, non ci saranno le rappresentanze dei rispettivi Governi. Nel caso della Cina, è previsto soltanto un video messaggio del vice premier Li Keqiang (giovedì). Nel secondo, invece, un dibattito “sulle prospettive dell’economia americana” alla presenza di Larry Summers, consigliere economico di Obama (venerdì). Non ci sarà il segretario al Tesoro statunitense, Timothy Geithner, alle prese con la spinosa vicenda del salvataggio di Aig, e non ci sarà Ben Bernanke, presidente della Fed, la cui riconferma è ancora in discussione al Congresso nonostante l’ottimismo mostrato dall’élite democratica. Assenze di relatori di peso, dunque. Assenze che contano, soprattutto in un momento così delicato per l’Amministrazione Obama, che, a fronte di un pesante calo dei consensi, si appresta a varare una riforma finanziaria fortemente osteggiata dalle banche e che molti accusano già di populismo.
Malgrado tali assenze, il dibattito a Davos si preannuncia assai denso. Ad aprire le danze sarà oggi il presidente francese, Nicolas Sarkozy. Nei prossimi quattro giorni – il Forum si chiuderà domenica – sono attese 2.500 personalità del mond0 economico, politico e imprenditoriale. Ci saranno, tra gli altri, sessanta ministri di vari Governi e i rappresentanti delle organizzazioni internazionali. Non mancheranno di certo Dominique Strauss-Kahn, direttore dell’Fmi, Pascal Lamy, presidente della Wto (Organizzazione mondiale del commercio) e Jean-Claude Trichet, presidente della Banca centrale europea (Bce). I manager di alto livello saranno complessivamente oltre 1.400, ai quali si aggiungeranno i rappresentanti delle organizzazioni non governative e dei mass media. Sono attesi, inoltre, un messaggio del presidente brasiliano, Luiz Inácio Lula da Silva, uno del premier giapponese, Yukio Hatoyama, e uno del presidente della Corea del Sud, Lee Myung-Bak.
Ma le vere celebrità, i nomi che tutti aspettano, sono quelli dei grandi di Wall Street. La loro rappresentanza, a differenza dell’anno scorso, sarà molto nutrita: Robert E. Diamond, presidente di Barclays, Vikram Pandit, amministratore delegato di Citigroup, Brian Moynihan, amministratore delegato di Bank of America, John Mack di Morgan Stanley, e Josef Akerman di Deutsche Bank.
Sul piano dei contenuti, il ritorno della fiducia sarà uno dei grandi temi, insieme a quelli delle soluzioni e dei correttivi, del salvataggio della banche, delle procedure di ritiro delle misure straordinarie anticrisi e della necessità – o l’utilità – dei super bonus. I 1.200 manager di 52 Paesi che hanno risposto al sondaggio della società britannica PricewaterhouseCoopers temono il protrarsi della crisi e un eccesso di regolazione, ma riscoprono la fiducia al punto da pensare di tornare ad assumere: il 40 per cento prevede una crescita dell’organico delle aziende che guida, il 25 teme ancora tagli. In generale l’81 per cento è ottimista sulle prospettive a dodici mesi (lo scorso anno era il 64 per cento) mentre il 18 per cento resta pessimista (nel 2009 era il 35). L’ottimismo è rafforzato anche dalle ultime previsioni dell’Fmi, che ieri ha rivisto al rialzo le stime di crescita mondiale per il biennio 2010-2011 fissandola al più 3,9-4,3 per cento.
A Davos, infine, ci sarà spazio anche per l’agricoltura. Kanayo F. Nwanze, il presidente dell’Ifad, il Fondo delle Nazioni Unite per lo sviluppo agricolo, ha dichiarato ieri che “un’agricoltura sana agisce da moltiplicatore positivo per le economie locali; a Davos intendo mostrare come il legame tra i piccoli agricoltori e il settore privato sia fondamentale per costruire l’economia dei Paesi in via di sviluppo”. Nel programma del vertice, tuttavia, manca una sessione esplicitamente dedicata a temi di questo tipo.world economic forum

Manzato: “Il Veneto accelera sui PSR” »

Manzato: “Il Veneto accelera sui PSR”

IL VICEPRESIDENTE MANZATO: “IL VENETO INVESTE SUI SUOI IMPRENDITORI E ACCELERA LA SPESA DEI FONDI PSR”

Obama al Congresso: “non mollo sulle riforme” »

Obama al Congresso: “non mollo sulle riforme”

Il presidente Usa Barack Obama ha riportato la lotta alla disoccupazione in testa alla sua agenda e promesso che non abbandonerà il suo impegno sulla riforma sanitaria dopo la battuta d’arresto subita in Massachusetts, dove i democratici hanno perso un seggio cruciale al Senato che ha messo in dubbio la forza della sua leadership. Dopo il calo di popolarità e la sconfitta in Massachusetts, Obama ha detto che è stato un anno difficile e ha riconosciuto alcuni errori.

FIAT: 30mila in CIG e 2 settimane di stop »

FIAT: 30mila in CIG e 2 settimane di stop

Tutto chiuso per due settimane. Dal 22 febbraio al 7 marzo le fabbriche italiane di Fiat – Mirafiori, Melfi, Termini Imerese, Pomigliano, Cassino e Val di Sangro – spegneranno gli impianti e i 30mila operai del gruppo andranno in cassa integrazione. Colpa, spiega l’azienda, di un gennaio terribile: gli ordini sono precipitati «a un livello ancora più basso di quello registrato a gennaio dell’anno scorso, quando il mercato era in grave crisi».

Giorno della Memoria: ma chi sono oggi gli Ebrei? »

Giorno della Memoria: ma chi sono oggi gli Ebrei?

A 10 anni dall’istituzione per legge del “Giorno della Memoria” riferito alla tragedia della Shoah si avverte con disagio come la comunità ebraica italiana abbia trasformato una commemorazione legittima e doverosa, di un giorno, in un vero e proprio “Festival del Sionismo”, che inizia il giorno successivo all’Epifania e alla fine delle festività legate al Natale cristiano per durare fino ai primi di febbraio: un giorno è diventato un mese e i toni sembrano effettivamente fuori luogo visto il contesto italiano, nel quale la comunità ebraica è perfettamente integrata e dove il sentimento antifascista e antinazista è parte costituente del sentimento generale.

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