Scudo fiscale: medicina amara ma necessaria

L’arte di governare non è semplice. Il ruolo di chi deve decidere per il “bene comune” a volte è gravoso e altre ingrato, perché non sempre il bene comune si può perseguire scegliendo tra il bene e il male, tra il giusto e lo sbagliato, tra il buono ed il cattivo. A volte, purtroppo, l’unica scelta possibile per ottenere il massimo di “bene” possibile è una sceltra tra due “mali” ed il politico deve cercare di capire quale sia il “male” minore.

Solo in quest’ottica si può leggere con un approccio positivo l’approvazione del cosiddetto “Scudo fiscale”, che consentirà a centinaia di evasori fiscali di far rientrare dall’estero in Italia il denaro che avevano indebitamente sottratto ai controlli del Fisco. Questa misura permetterà di reimmettere in circolazione liquidità per 300 miliardi di Euro, secondo le stime, e di incassare una somma cospicua attraverso la tassa prevista per questa specie di maxi-condono.

Certo, eticamente fa schifo! Nessuno lo nega. Si perdonano dei ladri, vigliacchi, gente che sottrae il giusto tributo alle casse dello Stato, obbligando le persone oneste a pagare anche per loro. Inoltre si dà l’impressione di poterla fare franca anche in futuro, in attesa di un nuovo condono, incentivando di fatto la mentalità dell’evasione che è già così tanto radicata in Italia.

Eppure, in un momento di crisi come questo, non ci sentiamo di biasimare il ministro sig. Tremonti. Questo denaro è necessario subito, ma non sarebbe accettabile soffocare definitivamente quei contribuenti onesti che subiscono in Italia la pressione fiscale più elevata dell’UE. Non sarebbe giusto penalizzare i settori produttivi in un momento in cui nemmeno le banche immettono liquidità nel circuito finanziario, e la liquidità è fondamentale per riavviare l’economia in stagnazione verso una ripresa che ricominci a creare posti di lavoro. Per arroccarsi in difesa di principi che, sia ben inteso, sono sacrosanti, non sarebbe giusto far scontare il fio dell’altrui disonestà alle classi meno abbienti.

Chi rientrerà nella legalità grazie a questo espediente d’ora in avanti verrà guardato di più. inoltre una misura straordinaria di questa portata non passa inosservata nemmeno tra chi magari era poco sensibile ai temi dell’evasione fiscale. In periodi di crisi la suscettibilità aumenta e forse, lo speriamo, anche la coscienza civica degli italiani farà un balzo in avanti perché ormai è chiaro a tutti che sono troppi quelli che se la spassano solo perché fanno i furbi, che beneficiano dei servizi pagati dagli altri e utilizzano i soldi frodati al fisco per sostenere il proprio tenore di vita.

Noi siamo contrari a misure drastiche come la pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi per smascherare gli evasori, tuttavia per il futuro auspichiamo qualcosa di simile e diverso: si potrebbe pubblicare la storia del contribuente, aggiornata a 5 anni addietro. Non quanto uno ha dichiarato, ma quanto ha pagato concretamente lui, o le società di cui possiede delle quote. La gente con la faccia pulita non dovrebbe vergognarsi di farlo sapere e non è necessariamente detto che questi dati stimolerebbero la fantasia dei delinquenti contro dei cittadini modello…

Vescovi Triveneti: essenziale la funzione educativa

Si è aperta oggi la riunione della Conferenza Episcopale Triveneta (Cet) tenutasi nella sede di Zelarino-Mestre.

Nella prima parte dei lavori i Vescovi del Nordest hanno avviato un lavoro sistematico di lettura della situazione delle realtà associative e dei nuovi movimenti ecclesiali di cristiani laici attivi nel territorio delle diocesi della regione: hanno preso in esame i numeri della loro presenza, l’incidenza diversa nelle varie aree del Triveneto e le modalità articolate della loro azione. I Vescovi hanno espresso un grande apprezzamento nei confronti della molteplicità dei doni e dei carismi di tale aggregazioni, la volontà di valorizzarle tutte, anche le più nuove, quanto più possibile e la necessità di accompagnarle perché siano sempre innestate nella vita della Chiesa diocesana. Data l’ampiezza del tema, l’approfondimento proseguirà nelle prossime riunioni della Cet.

I Vescovi hanno quindi ripreso in esame la questione dell’emergenza educativa e della scuola cattolica con particolare riferimento alla situazione attuale, anche in termini di certezza di risorse e finanziamenti disponibili da parte degli enti locali; le decisioni assunte sono state comunicate in una conferenza stampa alla presenza del card. Angelo Scola (presidente della Cet e Patriarca di Venezia) e di mons. Cesare Nosiglia (delegato della Cet per l’educazione e la scuola e vescovo di Vicenza).

“Vogliamo costruire – ha affermato il card. Scola richiamando il recentissimo Rapporto-Proposta sull’educazione curato dal Progetto culturale della Conferenza Episcopale Italiana – un’alleanza tra tutti gli attori impegnati in campo educativo nel nostro Paese: la questione educativa è oggi fondamentale in una società come la nostra, in un tempo di travaglio e di fatica nella trasmissione educativa dei valori della vita tra una generazione e le altre”. In questo quadro si riafferma il valore della scuola “libera” e la necessità di rendere effettiva e concreta la parità scolastica offrendo alle famiglie una effettiva libertà di scelta in campo scolastico ed educativo. Mons. Nosiglia ha, quindi, illustrato le prossime iniziative previste:

- di fronte alla grave situazione dei finanziamenti per le scuole dell’infanzia e alle preoccupanti prospettive per i prossimi anni è richiesta al Presidente della Regione Veneto l’indizione di una “Conferenza di servizio” tra tutte le realtà interessate per trovare soluzioni operative e immediate;

- nell’ambito della formazione professionale la richiesta d’incontro del “Tavolo scuola – lavoro del Veneto” con la partecipazione di tutte le autorità politiche e scolastiche regionali;

- per domenica 29 novembre 2009 è riproposta l’iniziativa “Scuola aperta” tesa a sensibilizzare e promuovere a livello locale, presso le comunità ecclesiali e civili dei vari territori, le scuole libere e paritarie sempre più viste come “scuole della comunità”;

- è prevista la promozione di un concorso regionale (da svolgersi nel corso del 2010) che coinvolga gli alunni sempre attorno al tema “La Scuola della comunità”.

Nel corso della riunione i Vescovi hanno, inoltre, provveduto all’approvazione dei nuovi regolamenti e dei nuovi responsabili di alcune commissioni regionali della stessa Cet, alla preparazione della prossima “due giorni” di inizio gennaio 2010 a Cavallino (Venezia) – incentrata sul ministero del sacerdote – e ad una valutazione su situazione attuale e prospettive future dei media d’ispirazione cattolica.

Lega Nord con il vento in poppa!

L’ascesa della Lega Nord, il movimento politico federalista e comunitario del “Capo” Umberto Bossi, secondo i sondaggi più recenti sta guadagnando consensi con proporzioni impressionanti.

Una corsa inarrestabile. Un successo clamoroso. Dopo l’exploit del Carroccio alle Europee (10,2%), l’ascesa sembra in pieno sviluppo tanto nelle roccaforti tradizionali, quanto nelle regioni del Centro Italia. Secondo la rilevazione effettuata da GPG il 16 settembre, in Veneto la Lega Nord sarebbe votata dal 34,5% degli aventi diritto, nettamente il primo partito: +6,1% rispetto a giugno e +1,5 sul dato di fine agosto. In Liguria avrebbe raggiunto il 13% (+3,1 e +2), in Emilia Romagna addirittura il 15,5%, con un balzo davvero sorprendente visto il contesto storico della Regione (+4,4 e +1).

In Lombardia i padani sarebbero vicini al sorpasso col PdL arrivando al 28% (+5,3 e +2), contro il 30% del partito del Premier. Dati choccanti anche in Piemonte: in un sondaggio del 21 settembre, la percentuale della Lega Nord sarebbe del 20,5% con una crescita di quasi 5 punti percentuali rispetto alle Europee. Ma non basta. In Umbria il Carroccio vola al 5,5% (+1,9), nelle Marche all’8,5% (+3) e in Toscana (nella rossa Toscana) al 6,5% (+2,2).

Se i dati corrispondessero alla realtà e si traducessero in voti sonanti, la rivoluzione leghista si compierebbe conseguentemente e inevitabilmente, per di più nel modo pacifico auspicato dal “Capo” che a quel punto guadagnerebbe un posto ragguardevole nei libri di storia, ben oltre quello che gli verrebbe riservato se il movimento leghista non riuscisse a trasformare l’Italia da Stato centralista a Stato federalista. Questo è in fondo il grande obiettivo: quello di cambiare democraticamente le strutture del potere di uno Stato in un modo così profondo che mai si è visto fare senza gravi spargimenti di sangue, altrove e in ogni epoca.

Caro prete politicizzato….

Centurione e GesùAppena letta questa lettera pubblicata dal giornale “AVVENIRE” abbiamo ritenuto di doverla pubblicare anche per i lettori del nostro piccolo giornale, il giornale dei federalisti cattolici, perché quando si vede un prete che dimostra ancora di saper essere prete noi chiniamo il capo e non riusciamo a dire altro dal saluto che era loro dovuto, e lo sarebbe ancora,  ogni volta che li si incontrava: “SIA LODATO GESU’ CRISTO!” Dedichiamo questa lettera a tutti coloro che hanno orecchi per intendere, e a tutti i preti a cui questa lettera potrebbe essere indirizzata…
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«Caro don Giorgio, nostro dovere è essere preti veri»
 

Caro don Giorgio De Capitani,
vorrei, attraverso Avvenire, indirizzarti questa lettera aperta, in ordine alle tue recenti dichiarazioni nei confronti dei nostri caduti a Kabul. Io sono un sacerdote siciliano di 53 anni, amo la pace e non mi piace la guerra. Per principio. Ma leggendo le tue parole di odio e di disprezzo (“mercenari”) verso gli uomini in divisa morti in Afghanistan, ho sentito il bisogno di ricordarti che noi preti siamo nella Chiesa, per il mondo, la presenza di Cristo: «Dio ama tanto il mondo da mandare il suo Unigenito non per giudicare il mondo ma per salvarlo» (Gv 3,16). Quando Gesù fu pregato di intervenire per guarire il servo del centurione, poteva dire «È un mercenario, un occupante imperialista». E avrebbe detto il vero. Invece cambiò il programma della giornata e si avviò verso la casa del “mercenario”, anzi guarì il servo (e anche su questo tu al suo posto avresti tenuto un comizio) prima di giungere a destinazione. Ancora oggi, nella Messa, prima di accostarci alla Comunione riecheggiamo le parole del centurione «non sono degno che tu entri nella mia casa, di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito». Alla fine il militare nemico del popolo si beccò un encomio solenne «hai una fede grande grande».

Nel Vangelo il mercenario è la fotocopia del Pastore. Mentre questi conosce, ama e nutre tutte le sue pecore, fino a dare la vita per salvarle dai lupi, il mercenario scappa, perché non gli importa nulla delle pecore (cfr. Gv 10). Caro fratello, non si può essere pastori, selezionando nel gregge i giusti (quelli che votano chi piace a te) e tutti gli altri: questo compete al Signore Gesù nel giorno del giudizio (cfr. Mt 25). Altrimenti rischi di diventare tu il mercenario a cui interessano solo “alcune” pecore, disprezzando e oltraggiando al contempo tutte le altre che non la pensano come te.

La libertà dei figli di Dio ti consente, se lo vuoi, di fare il tribuno, il sindacalista, il no global, ma non ti consente di disprezzare, da prete, nessuno dei tuoi fratelli, il loro dolore, la loro dignità, il loro bisogno di costruire un futuro seppur rischiando la vita, come fanno i militari, non solo quelli di Kabul, ma tutti quelli che con una divisa proteggono te, la tua libertà, la tua professione di fede per uno stipendio di fame.
Il mio fraterno amico Pino Puglisi sapeva cosa rischiava, ma cercò fino all’ultimo di dialogare perfino coi mafiosi, per spiegare loro il male che facevano, principalmente ai loro figli. Non se ne stava a chattare, linkare, bloggare, youtubare, ma come don Mazzolari «voleva bene anche a Giuda» e ogni giorno «faceva qualcosa» per il suo gregge. Mai una parola di odio, mai un filo di rancore verso chi ogni giorno gli faceva sapere che era sgradito, sempre benedicendo e mai maledicendo nessuno. E la mafia lo uccise. Era un mercenario? No, riscuoteva il tuo stesso stipendio dall’8 per mille ed era sempre pieno di debiti per aiutare il prossimo. Se l’è cercata? No, ma ha accettato con l’amore di Cristo Sacerdote i colpi di pistola di Cosa nostra. Non era un “prete scomodo”, era un “prete vero”. E tu? Fraternamente.

don Achille Passalacqua, Rocca di Capri Leone (Me

In carcere, presenza abnorme di extracomunitari

carcereA partire da lunedì 28 settembre i consiglieri regionali del Gruppo Lega Nord hanno iniziato a recarsi in visita alle carceri delle province del Veneto per verificare la situazione del sovraffollamento e del loro funzionamento complessivo delle strutture.

«Il dato abnorme che balza immediatamente agli occhi – ha dichiarato il capogruppo della Lega Nord-Liga Veneta in Consiglio regionale, sig. Roberto Ciambetti – è la massiccia presenza di cittadini extracomunitari, dalle strutture carcerarie di Vicenza a quelle di Verona e delle altre province venete. Premesso questo i problemi esistenti non possono certo risolversi con l’indulto».

Commenta ancora il sig. Ciambetti:«Da lodare la professionalità con cui opera la polizia penitenziaria in situazioni molte volte difficili e disagevoli. Il comportamento umano e scrupoloso degli operatori merita più di un ringraziamento». E, aggiungiamo noi, va detto con chiarezza, perché queste persone passano la vita in carcere per fare un lavoro che viene poco lodato e poco menzionato, rispetto a quello di colleghi con mansioni più “simpatiche” o telegeniche.

Il sig. Roberto Ciambetti si è recato al carcere di Vicenza insieme al consigliere sig. Claudio Meggiolaro, quindi al carcere femminile di Venezia insieme all’altro consigliere sig. Daniele Stival, il quale il 5 ottobre è atteso al carcere maschile del capoluogo veneto. Sono già state visitate dagli altri consiglieri le carceri di Belluno, Padova, Rovigo, Treviso e Verona. Al più presto il Gruppo consiliare darà comunicazione dei dati rilevati e il nostro giornale spera di poter dare conto in modo approfondito di tutta questa attività.

Veneti nel Mondo: “Permanga lo jus sanguinis”

L’ Assemblea dell’UNAIE (Unione Nazionale Associazioni Immigrati ed Emigrati) presieduta dall’on. Franco Narducci, durante l’ultima riunione ha affrontato le numerose questioni legate alle politiche migratorie sia a livello locale, nazionale ed internazionale sollevate dall’ampia relazione introduttiva del presidente. E’ seguito il dibattito che ha visto l’intervento dei presidenti e rappresentanti delle circa 50 Associazioni presenti, i quali hanno affermato in particolare che nella nuova legge sulla cittadinanza in discussione in Parlamento, venga contemplato lo “Jus sanguinis” , e venga concessa subito a quanti sono nati in Italia mentre per coloro che, di origine italiana, lavorano regolarmente nel nostro paese, venga concessa dopo cinque anni. Inoltre, che nel 2010 in occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia, siano coinvolti a pieno titolo gli italiani all’estero e le loro Associazioni, protagonisti anch’essi della storia italiana; poi il riconoscimento dell’esenzione dell’ICI anche per gli emigranti, l’approvazione del progetto di legge 383 che prevede il riconoscimento e finanziamento delle organizzazioni degli emigranti, il finanziamento per la lingua, cultura ed informazione per gli italiani all’estero, la revisione della proposta di riordino delle agenzie consolari senza penalizzare ulteriormente le nostre comunità e nuove forme di accoglienza degli immigrati evitando respingimenti indiscriminati con atti di solidarietà che distingue il nostro lavoro per far emergere “la ricchezza dei poveri”. Alcuni interventi hanno sottolineato come, anche le Regioni, spesso ignorano o scavalcano le Associazioni con manifestazioni, in Italia ed all’estero, che coinvolgono le comunità aderenti alle stesse, senza coordinamento e preventiva condivisione su alcuni programmi. L’Unaie organizzerà a Roma un incontro con il responsabile delle Regioni, on. Vasco Errani e con il Sottosegretario dell’emigrazione, on. Mantica, per affrontare alcuni dei temi trattati. Sono state infine esaminate ed approvate alcune proposte di modifica dello statuto, per rendere l’organizzazione più pratica e snella nelle sue forme organizzative ed è stato annunciato un convegno a livello nazionale che si terrà a Treviso a metà novembre dal titolo: “Cittadinanza ed integrazione, sponsorizzato dalla Fondazione Cassamarca”.

L’indifferenza per lo sterminio di noi cristiani

imagesDesta stupore come i massacri perpetuati in Africa e in Asia ai danni delle comunità cristiane, soprattutto cattoliche, lasci indifferenti le opinioni pubbliche dei Paesi occidentali. Solo in Italia, grazie alla prontezza del senatore Bricolo della Lega Nord, c’è stata una mozione d’intenti sottoscritta in maniera trasversale dalla maggioranza dei parlamentari, che esorta l’Italia a impegnarsi in tutti gli ambiti istituzionali per sollecitare la protezione di questi esseri umani inermi contro la prepotente violenza cieca di fondamentalisti musulmani o induisti.

Se la stessa cosa accadesse contro le comunità ebraiche sparse nel mondo non credo che la cosa passerebbe sotto silenzio, così come credo che non passerebbe sotto silenzio per qualsiasi altro gruppo religioso, oppure anche solo etnico, del mondo.

Ci si preoccupa degli aborigeni, degli affamati, degli orsi polari e delle piante dell’Amazzonia, ma dei Cristiani no!
Si rivendicano i diritti dei gay ad ottenere la pensione di stato solo per il fatto che prediligono i rapporti sessuali anali tra maschi, oppure quelli orogenitali, dato che non c’è altro elemento che li contraddistingua dal resto della popolazione; si protesta per il protocollo di Kyoto, rispettato da 8 Paesi su 220, perché lo si vorrebbe rispettato da almeno 9 o 10; ci si straccia le vesti perché le Borse perdono il 30%, dopo aver guadagnato il 300%; ma se vengono uccisi dei bambini figli di persone che pregano il Cristo, allora si tace.

Vergogna! Vergogna! Questo è ciò che noi cristiani proviamo a far parte di una società così immonda!

La Sinistra gravemente malata

ShowPictureIl risultato delle elezioni tedesche ha premiato il centrodestra cristiano e liberale: la sig.ra Angela Merkel potrà formare il nuovo Governo senza più l’obbligo di coinvolgere in una Grande Coalizione i Socialdemocratici.

L’elemento di interesse politologico è proprio il tracollo della sinistra socialdemocratica, con il travaso di gran parte dei voti verso formazioni di sinistra più estreme come la Linke o i Verdi. Questo conferma un trend presente in tutta Europa: la socialdemocrazia non convince più, il pensiero socialista puro è morto da 20 anni e anche quello edulcorato sta facendo la stessa fine. D’altra parte, i presupposti sono ontologicamente errati e il destino è sempre stato segnato, come scrisse Papa Leone XIII nel 1891 nell’enciclica RERUM NOVARUM (a volte basterebbe studiare, per evitare milioni di morti).

Le sinistre neo o vetero comuniste attraggono per lo più dei disadattati o dei bastian contrari, polemici a prescindere, gente che è “contro” in ogni cosa della vita, a partire dai fatti personali. Sono formazioni che continueranno a sopravvivere con percentuali complessive oscillanti tra il 5 e il 10 percento, ma non potranno mai incidere poiché non sono portatrici di programmi di governo o di modelli alternativi di società: intercettano il disagio esistenziale e la frustrazione di una parte della popolazione, spesso indipendente, o solo parzialmente correlato, rispetto ai problemi della società.

Presto anche in Gran Bretagna i conservatori torneranno al potere e sembra questione di tempo anche in Spagna, vista la grave crisi occupazionale subentrata dopo la fine del miracoloso effetto Aznar, di cui ha beneficiato il primo governo Zapatero.

In Italia la situazione è già palesata da almeno un anno. La sinistra è quasi sparita, il centrosinistra si barcamena tra il giacobinismo forcaiolo dell’Italia dei Valori (ma quali valori? ancora non sappiamo…) e il melodramma precongressuale del PD, alla continua ricerca di una identità culturale e sociale, prima ancora che politica.

L’emblema della confusione e del buio cerebrale è il sig. Franceschini che, non sapendo più che pesci pigliare, non trova di meglio che rincorrere la Lega Nord andando a fare una piazzata domenicale sul Monviso, alla sorgente del fiume Po, per dire che quel fiume non è della Lega Nord ma di tutti.

Bella scoperta. Mica si parlava di sovranità o di giurisdizione, il Po è un simbolo e Franceschini può piantare tutte le bandiere che vuole senza ottenere alcunché.

A meno che ora non decida di andare a Pontida per far giurare i suoi su “qualcosa di sinistra”, stando però attento che il prato leghista non è suolo pubblico ma proprietà privata della Lega Nord. Poi potrebbe chiedere il federalismo fiscale “di sinistra”, un “pacchetto sicurezza di sinistra”, una legge contro l’immigrazione clandestina “di sinistra”; oppure una serietà “di sinistra”, una proposta alternativa per il Paese “di sinistra”, un modello di convivenza sociale “di sinistra”.

Ma per tutte queste cose serve un cervello che le abbia pensate: in Lega Nord ce ne sono tanti, nel PD ce ne sono troppi di “sinistrati” e non se ne vedono di funzionanti e questo è il motivo per cui alla sinistra non piace il “Va’ pensiero…”: il loro pensiero è fermo da 20 anni e sembra morto. In questo modo non se ne verrà fuori, e non è un bene nemmeno per il resto del Paese questa inettitudine della Sinistra.

I politici siano credibili e dediti al bene comune

ratzinger_2STARA BOLESLAV – Il Sommo Pontefice oggi ha dato un insegnamento che deve risuonare come monito per tutti coloro che si occupano di politica, a tutti i livelli e di qualsiasi formazione politica possano far parte. Parole su cui meditare, con un profondo esame di coscienza, anche in Lega Nord, perché – dice Benedetto XVI - oggi c’è bisogno di politici «credenti» e «credibili», dediti «non al proprio interesse egoistico, bensì al bene comune e pronte a diffondere in ogni ambito della società quei principi e ideali cristiani ai quali si ispira la loro azione». Papa Benedetto XVI ha lanciato questo appello da Stara Boleslav, una trentina di chilometri da Praga, dove ha reso omaggio a San Venceslao, il re boemo ucciso nel 935 e divenuto patrono della Repubblica Ceca. la quale celebra oggi la festa nazionale.

GIOVANI – Davanti a 20-30 mila persone, molti i giovani non solo cechi, ma anche slovacchi, polacchi, ucraini, tedeschi e austriaci, accampati da domenica sera a Stara Boleslav, a una trentina di chilometri da Praga, il pontefice ha chiesto ai governanti di oggi di seguire l’esempio di San Venceslao. «È un modello di santità per tutti, specialmente per quanti guidano le sorti delle comunità e dei popoli, mentre nella società moderna si ricerca soprattutto il successo terreno e la gloria degli uomini».

CREDIBILITÀ – «Il secolo passato ha visto cadere non pochi potenti, che parevano giunti ad altezze quasi irraggiungibili», ha spiegato Joseph Ratzinger. «All’improvviso si sono ritrovati privi del loro potere». Solo apparentemente, ha ammonito, chi nega Dio e «di conseguenza non rispetta l’uomo, sembra avere vita facile e conseguire un successo materiale. Ma basta scrostare la superficie per constatare che, in queste persone, c’è tristezza e insoddisfazione. C’è oggi bisogno di persone», ha aggiunto il Papa, «che siano credenti e credibili, pronte a diffondere in ogni ambito della società quei principi e ideali cristiani ai quali si ispira la loro azione. Questa è la santità, che spinge a compiere il proprio dovere con fedeltà e coraggio, guardando non al proprio interesse egoistico, bensì al bene comune, e ricercando in ogni momento la volontà divina. Non basta infatti apparire buoni e onesti; occorre esserlo realmente».

Nella selezione della classe politica, soprattutto, è auspicabile che si scelga in base alle doti di competenza e dirittura morale, non a doti di servile obbedienza e di fedeltà canina… Con uomini retti e capaci si costruisce una classe politica virtuosa, con cani scodinzolanti dalla lingua bavosa, pronti ad abbaiare o a mordere un possibile rivale del padrone nella corsa alla “caréga”, in cambio di un biscottino, si finisce tutti a rotolarsi dove si rotolano i cani…

La Lega Nord in visita alle carceri

Come sempre, al di là delle chiacchiere e dei proclami eclatanti fatti per avere visibilità, la Lega Nord mostra il volto che i suoi elettori conoscono: quello della serietà, dell’umanità, della vicinanza a chi soffre, del pragmatismo, delle promesse mantenute, dell’affidabilità.

Agli strepiti di certe forze politiche sulla questione carceraria, cui sempre fa seguito la visita sporadica, con telecamere in posizione, di questo o quell’esponente locale dei partiti nazionali, normalmente non viene data mai una risposta in termini concreti. Esaurito il clamore che può essere fonte di visibilità tutto torna come prima, peggio di prima.

Invece la Lega Nord non è così. La Lega Nord ha gente seria, che fa quello che dice e dice quello che fa.

Ecco che oggi, lunedì 25 settembre 2009, senza tanti proclami alcuni consiglieri regionali veneti si recheranno di persona a constatare l’effettiva situazione del sovraffollamento carcerario e a prendere visione delle condizioni in cui i detenuti si trovano a scontare la loro pena.

Per questo alleghiamo il calendario delle visite, così che anche gli increduli possano verificare con una semplice telefonata agli istituti di pena.

Ecco il comunicato che abbiamo ricevuto dal sig. Roberto Ciambetti, capogruppo in Consiglio Regionale Veneto

I CONSIGLIERI IN VISITA ALLE CARCERI

A fronte della recente manifestazione svoltasi a Roma contro il sovraffollamento delle carceri, il Gruppo Consiliare Liga Veneta – Lega Nord Padania ha deciso di verificare con mano la situazione delle strutture: dalle condizioni di lavoro degli operatori alle condizioni detentive dei carcerati ai problemi del sistema penitenziario in Veneto, una delle regioni italiane con più alto indice di sovraffollamento.

 

Le visite si svolgeranno nella mattinata di lunedì 28 settembre (tranne per il Carcere Maschile di Venezia).

Di seguito il calendario:

Belluno -  ore 15.30 – Luca Baggio e Federico Caner

Padova  –  ore 9.30  – Maurizio Conte

Rovigo  –  ore 15.30 – Maurizio Conte e Vittorino Cenci

Treviso -  ore 9.30 – Luca Baggio e Federico Caner

Venezia (Femminile)– ore 15.30 – Roberto Ciambetti e Daniele Stival

Venezia  (Maschile)- ore 9.30 – Daniele Stival (5 ottobre 2009)

Verona  – ore 9.30 – Vittorino Cenci e Emilio Zamboni

Vicenza – ore 9.30 – Roberto Ciambetti, Claudio Meggiolaro,Marino Finozzi