Il Papa richiama i sacerdoti all’impegno contro il relativismo

Nella consueta udienza generale del mercoledì Benedetto XVI ha ricordato la figura esemplare del curato di Ars, il sacerdote francese San Giovanni Maria Vianney. Oltre la straordinaria efficacia del ritratto di questo prete morto 150 anni fa e vissuto in Francia in pieno periodo post-rivoluzionario, il Papa ha offerto una stimolante riflessione sull’analogia tra quei tempi e i nostri: nel 1800 dalla Francia si diffondeva in Europa una sorta di “dittatura del Razionalismo” che pretendeva di innalzare la Ragione al livello di una divinità, togliendo all’uomo l’orizzonte della fede, salvo poi scontrarsi con l’insufficienza della pura razionalità per rispondere agli eterni interrogativi della vita di ciascuno; oggi viviamo invece, per così dire, in una specie di “dittatura del Relativismo” che esclude il concetto stesso di Verità e pretende di considerare come vero solo ciò che è misurabile empiricamente.
Inutile dire che questa prospettiva è altrettanto fallace, in quanto nemmeno per questa strada si può riuscire a dare soddisfazione a quel bisogno insopprimibile di senso che è un elemento costitutivo dell’essere umano.
Per la migliore comprensione della catechesi del pontefice, rimandiamo i lettori alla consultazione del sito del Vaticano www.vatican.va

Le bandiere regionali in Costituzione: proposta della Lega Nord

La Lega Nord ha proposto in Parlamento una modifica dell’art.12 della Costituzione, chiedendo di veder riconosciute anche le bandiere regionali come simbolo identitario riconosciuto fin dai principi fondamentali della Costituzione.
Le obiezioni e le proteste, spesso accompagnate dal solito incomprensibile tono di scherno verso tutto quanto proviene dalla Lega Nord, non sono naturalmente  mancate da parte di esponenti di altri partiti che, peraltro, non hanno proprio nessun motivo o titolo per assumere atteggiamenti di superiorità culturale verso alcuno.

Continue reading

Apertura

Lo scopo della fondazione di un giornale on-line scaturito dalla società civile Veneta, un giornale indipendente, ma di vicinanza politica alle idee espresse dalla Lega Nord, è quello di colmare un vuoto mediatico che nel 2009 non ha più ragione di sussistere. Il fatto che tutti i giornali oggi esistenti abbiano orientamenti politici più o meno avversi a quello che è il primo partito in gran parte del Nord Italia è un’anomalia, rafforzata dal fatto che nessun organo di stampa o di diffusione del pensiero sia invece aperto a sostenere o almeno considerare anche quelle istanze scaturite da una parte sostanziosa dell’elettorato, fatta eccezione per il giornale di partito “La Padania”, che tuttavia non ha una versione on-line.

Per senso democratico e per un maggiore pluralismo dei media riteniamo perciò importante provare a dare vita a uno strumento che possa diventare, si spera, un punto di riferimento per la diffusione delle idee, per il confronto, per il dibattito, per la visibilità di un movimento politico che è l’espressione di un modo di essere della gente Veneta in particolare e padana in generale, di un popolo ben definito, di un insieme di valori pieni di dignità e meritevoli di ascolto e di rispetto, senza che queste idee e le persone che le esprimono debbano necessariamente sottostare al filtro, al setaccio, alla censura dei media nemici che sottopongono alla massa un’immagine del leghismo deformata dalla lente dell’ideologia di parte e dell’interesse contrapposto.
L’indipendenza dal partito Lega Nord dell’editore sarà difesa, giacché esistono già gli organi ufficiali del partito. Questo giornale vuole essere espressione dell’elettorato leghista, della società civile dove il leghismo fiorisce e si diffonde, non del partito che beneficia del consenso di questo popolo.
La speranza è quella di consentire una maturazione reciproca, dei rappresentanti politici quanto degli elettori, per consentire alla società tutta di migliorare e per rendere evidente a tutti che le idee che animano nel profondo il progetto leghista sono portatrici di una dignità intellettuale e titolari di uno spessore culturale tali non solo da fugare definitivamente le superficiali accuse stereotipate di razzismo, xenofobia, antieuropeismo, chiusura mentale ed egoismo, ma addirittura tali da aprire la mente a chi si è stancamente fermato su correnti filosofiche e di pensiero politico superate dalla Storia e incapaci di far fronte alle esigenze proposte nel XXI secolo dalla complessità del mondo nell’era della comunicazione globale e dell’ipertecnologia. Non per convertirli, ma almeno per farli riflettere e renderli più liberi.

Davide Lovat

Per quanto riguarda gli aspetti legali su quanto pubblichiamo si fa riferimento alle leggi vigenti. E naturalmente saremo grati agli autori di materiali che pubblichiamo, e che non riusciamo ad individuare, se volessero segnalarci la propria primazia.