1° Marzo, sciopero degli immigrati

Posted by redazione on 02/28/2010 and filed under Politica e Società. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry from your site

In Italia e in altri Paesi europei si tiene lo sciopero degli immigrati. Lo scopo dell’iniziativa è quello di dimostrare la capacità di organizzarsi e di diventare un gruppo di pressione, per ottenere ascolto alle proprie pretese in materia di diritti civili. Il tema della manifestazione è la presunta indispensabilità dei lavoratori stranieri che, fermandosi, dimostrerebbero di poter paralizzare il Paese ospitante.

In un momento di grave crisi economica, con la disoccupazione crescente che solo ora comincia a mordere le famiglie, con le prospettive nere di un periodo di ulteriore peggioramento e di un aumento abnorme del numero di coloro che sarebbero disposti a lavorare al posto degli immigrati, anche in quei lavori “sporchi” che in anni di abbondanza non venivano più richiesti, ci chiediamo se una manifestazione del genere non possa avere un risultato opposto a quello auspicato dai protagonisti.

E se ci si accorgesse che, improvvisamente, non c’è più alcun bisogno di manodopera importata? Se tanti posti lasciati vacanti, seppure per un solo giorno, potessero improvvisamente rendersi disponibili in modo duraturo? Vale davvero la pena martoriarsi continuamente con tutti i problemi che, inevitabilmente e fisiologicamente, l’immigrazione di massa comporta, nel momento in cui si comprendesse che non è più necessaria ad altro che a tenere basso il salario offerto dagli imprenditori?

Stiamo a vedere come evolvono i fatti, speriamo che non si verifichino episodi spiacevoli, ma cominciamo anche a interrogarci. Chissà che un giorno senza lavoro degli immigrati non serva a capire che, forse, se non siamo indispensabili noi probabilmente nemmeno loro lo sono, ma con una differenza: qui siamo in Italia e loro non sono italiani. Se non abbiamo niente da fare, noi dobbiamo rimanere qui perché questa è casa nostra; loro, se non avessero niente da fare, dovrebbero tornare a casa loro. Con tanti auguri, con i migliori sentimenti di amicizia e gratitudine, e con tanti saluti.immigrati sciopero

2 Responses for “1° Marzo, sciopero degli immigrati”

  1. Audrey says:

    All’initiativa istigata da associazioni immigrazioniste francesi si è aggregato l’azione del BLOC IDENTITAIRE : ponti, tangenziali, edifici visibili sono stati ricorperti di striscioni “Sorridete, oggi è la giornata senza immigrati!” o ancora “Un giorno senza immigrati : un sogno diventato realtà!”.

    “Questo primo marzo 2010 deve segnare la presa di coscienza da parte dei francesi della possibilità di vivere « senza di loro », e da parte degli immigrati extraeuropei della necessità – per il loro benessere e il nostro – di un ritorno al loro paese. »

  2. Moreno says:

    Un mondo senza sradicati è possibile!!!!!!!!! Un mondo senza sradicati è auspicabile!!!!! Chi, in piena sincerità, può augurarsi il contrario?

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